Voglio far parte d’altro non di me,
dimenticare gli angoli, le forme
staccarmi le mani
un colpo secco.
Un percorso nuovo, sa di foglie marce
mi vuole divorare, digerire:
sondo col piede e affondo,
abbandono anche i denti, cascano intorno come semi
e i capelli pesanti e lanosi.
Non sono segni per trovarmi:
se li mangia la terra.
Persa nel verde, diventata un tronco.
*
Nero di storie
formiche divorano il bianco:
ce ne vorrebbero meno, più spazio;
meno formiche
che passeggino calme
le antenne in corona sul foglio,
punte di lapis in movimento
scendano di resina sui tronchi.
*
Lo sfilaccicarsi
della settimana
lo sgretolarsi dei minuti
una slavina bianco feretro
ci attende
ad ultimare il filo:
i semi li ho persi
quassù nella neve.
Nella testa fa freddo:
dimentico i piedi per mesi
e il resto del corpo
anche se i fari sono sempre accesi.
Non ho paura di tagliare i capelli, adesso.