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  • 15-21 febbraio 2016 XIII International Poetry Festival Granada, Nicaragua

Novità e poesie

http://www.rochester.edu/College/translation/threepercent/images/6572.jpg   2014 Best Translated Book Award (http://www.rochester.edu/College/translation/threepercent/index.php?id=10952)

da “Da una crepa”

Quando l’occhio si oscura
non cercare il calore della
mano che la palpebra abbassa,
scappa la melodia della parola,
la voce che ti sorride coi denti rifatti.

Se la lingua è mondo, è
specchio, trovatici con la pupilla
spalancata, pescaci da quel nero
quell’inchiostro che dica la parola
verticale. Alla sua ombra crescono
domande, si fa spazio
al respiro del pensare.

Non parola orizzontale che sommerge,
ma il bianco dei margini, la pausa che
copre l’assenza tra te e me.

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Da “Nel Bosco”

da Cappuccio Rosso:

…ed entra la foresta,
e il buio e poi
2 zanne-falci:
un respiro e
ti ha digerita
il tempo, ti ha
ritornato al
tondo della
pancia.
Continua a leggere…

Da “Fiato. parole per musica”

Acqua smossa

Volto la testa da te
verso un altro mare,
lascio tracce di parole
scie dei nostri ricordi:
il cappotto mi tiene la forma
sennò sarei neve al sole.
Continua a leggere…

Da “Acqua smossa”

questa nostra

che sia un’unione
di forbici: taglia
i capelli, gli orli,

Continua a leggere…

Da “L’ospite”

Tra noi la voce non
conduce e arriva, come
phon dentro l’acqua,
ma si ferma come
d’interruttore,
acceso o spento
a casaccio.
Continua a leggere…

Da “corpo-cleaning the house”

So le ossa come numeri
primi, dritte senza il riparo
di radici, le so nell’acqua,
le so pali a indicare le
distanze, ABC, cannucce
di linfa, esperanto,
le so fosforescenti oltre la pelle,
le so che non muoiono, che non si rompono
davvero, ma sillabe, le so che me le
sento da sempre, da subito, sputarmi
le parole dentro i nervi. Continua a leggere…

Da “Uova”

Sono diventata altra
Bevendomi l’oceano in un sorso,
per 8 ore di volo,
cambiandomi gli occhiali e l’orologio.
Ho scritto di me in altra lingua
e sognato doppiata
pesato in modo diverso, altre molecole
e la distanza non è mai la stessa
anche se conti. Continua a leggere…

Morgue

Morgue

Morto di fuoco
la sua pelle tira
è un rosa che si spegne
è carta morta,
solo il cartello non arde
con lo spago:
si specchia enorme nella mia pupilla. Continua a leggere…

Da “Questi nodi”

Voglio far parte d’altro non di me,
dimenticare gli angoli, le forme
staccarmi le mani
un colpo secco.
Un percorso nuovo, sa di foglie marce
mi vuole divorare, digerire:
sondo col piede e affondo,
abbandono anche i denti, cascano intorno come semi
e i capelli pesanti e lanosi.
Non sono segni per trovarmi:
se li mangia la terra.
Persa nel verde, diventata un tronco. Continua a leggere…

Perché leggere poesia

Note biografiche

Elisa Biagini a 8 anniEcco la mia foto a 8 anni.

Qui qualche nota biografica.