Da “Nel Bosco”

ott
2007
08

scritto da su Poesia

da Cappuccio Rosso:

…ed entra la foresta,
e il buio e poi
2 zanne-falci:
un respiro e
ti ha digerita
il tempo, ti ha
ritornato al
tondo della
pancia.

*
di lame,
punte, code,
lati scuri che tagliano e
te lo vedi dopo
il sangue, che
scende come
la pozza dell’
occhio, come quel
panno rosso, che è
lingua.

*
beviti il
nero che ti
goccia
dentro al
cappuccio,
che insiste
nella bocca
come capello
tra i denti
(e già è
macchiato il
bianco agli
occhi):

lasciati bere
e fa del bosco
pancia,
tornati a quel
ruotare
come di
lavatrice.

**
da La sorpresa nell’uovo:

in sogno
mi pareggi le unghie
coi tuoi denti: mi hai fatta
e mi puoi sfare,
un boccone
alla volta.

*
e oggi ascolto
il suono alle
tue vertebre,
lo spazio interno
alle
parole,
lucciole di
questo mio
buio.

*
nella tua
stanza di specchi
insaponati
tocco
la zip della
spina,
spero
che la coda
rimangiata
spunti in
ala.

*
ti sto nel
palmo, con
gli occhi
sbottonati
e la mia coda
che non si
sa annodare:
un boccone.

**
da Gretel o del perdersi

giro in tondo
di sasso, di
tronco, d’osso
e foglia:il
mio pugno
serrato e mai
più aperto.

*
il mio pane
indurito come
sasso, riflette
il rosso d’occhio,
l’inizio d’incendio
in questo
bosco.

*
mappa masticata e
risputata: la traccia
è nella gola, la
lingua direzione.

*
seguo il filo
alle lacrime,
i cocci d’occhio e
sento le rughe crescere
in rami, impigliarsi
di mele nere.

*
succhio il vetro per meglio
vedere, perchè la lingua
sia ascia nel fondo del
bosco:
mi mangio la mia strada
via di qui.