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da Cappuccio Rosso: …ed entra la foresta, e il buio e poi 2 zanne-falci: un respiro e ti ha digerita il tempo, ti ha ritornato al tondo della pancia.
Acqua smossa Volto la testa da te verso un altro mare, lascio tracce di parole scie dei nostri ricordi: il cappotto mi tiene la forma sennò sarei neve al sole.
questa nostra che sia un’unione di forbici: taglia i capelli, gli orli,
Tra noi la voce non conduce e arriva, come phon dentro l’acqua, ma si ferma come d’interruttore, acceso o spento a casaccio.
So le ossa come numeri primi, dritte senza il riparo di radici, le so nell’acqua, le so pali a indicare le distanze, ABC, cannucce di linfa, esperanto, le so fosforescenti oltre la pelle, le so che non muoiono, che non si rompono davvero, ma sillabe, le so che me le sento da sempre, da subito, [...]
Sono diventata altra Bevendomi l’oceano in un sorso, per 8 ore di volo, cambiandomi gli occhiali e l’orologio. Ho scritto di me in altra lingua e sognato doppiata pesato in modo diverso, altre molecole e la distanza non è mai la stessa anche se conti.
Morgue Morto di fuoco la sua pelle tira è un rosa che si spegne è carta morta, solo il cartello non arde con lo spago: si specchia enorme nella mia pupilla.
Voglio far parte d’altro non di me, dimenticare gli angoli, le forme staccarmi le mani un colpo secco. Un percorso nuovo, sa di foglie marce mi vuole divorare, digerire: sondo col piede e affondo, abbandono anche i denti, cascano intorno come semi e i capelli pesanti e lanosi. Non sono segni per trovarmi: se li [...]
